Previsioni per il 2021: Cosa fare per farsi trovare pronti

Nel corso di quest’anno l’emergenza sanitaria globale ha  spazzato via tutte le nostre certezze, in particolar modo ha azzerato totalmente i modelli previsionali validi fino ad inizio del 2020.

Durante questo “annus horribilis” tutti gli operatori hanno provato, con scelte diverse, a percorrere quella che io definisco la “lunga traversata nel deserto”.

In queste ultime settimane, siamo passati dallo sconforto totale,  causato dalle notizie sull’innalzamento dei numero dei contagi e le conseguenti decisioni del governo sulle zone rosse, a piccoli segnali di speranza.

Al 42° Annual NYU International Hospitality Industry Investment Webinar Series, i CEO delle sei catene alberghiere più importanti al mondo: Marriott, Hilton, IHG, Hyatt, Accor e Best Western, hanno discusso sugli scenari che  attendono il settore del turismo per il prossimo anno. Ebbene si, Sébastien Bazin (Accor), Chris Nassetta (Hilton), Keith Barr (InterContinental Hotels Group), Mark Hoplamazian (Hyatt Hotels), David Kong (Best Western) e Arne Sorenson (Marriott International) sono tutti d’accordo che per il prossimo anno ci sarà una ripresa molto rilevante.

In particolare Arne Sorenson di Marriott ha dichiarato “avremo da affrontare una crisi economica prima ancora che sanitaria, ma sappiamo come ripartire. Non è ancora dato sapere se il grande rimbalzo avverrà a metà anno, nel secondo trimestre o nel terzo, ma a un certo punto si diffonderà la sensazione che ci siamo lasciati alle spalle il Covid-19”.

Altra notizia che fa aumentare le speranze sull’anno 2021 sono gli annunci di diverse case farmaceutiche che hanno comununicato di essere arrivati alla fase finale per il vaccino, con un livello di efficacia molto alta. Pare che le campagne di vaccinazione di massa possano partire già a gennaio. Non c’è il benché minimo dubbio che se tutto questo venisse confermato, influirà molto sulla voglia di viaggiare degli individui a livello globale, tutto questo non fa altro che rafforzare la tesi  sulle previsioni dei sei top manager.

Attenzione, non credo che nel 2021 si tornerà ai livelli del 2019, soprattutto per il  segmento business e ed il turismo nelle città d’arte che soffriranno ancora, ma questa nuova serenità consentirebbe, a mio avviso, di fare un bel balzo in avanti rispetto a quest’anno.

Gli hotels e tutto il comparto del turismo potrebbero trovarsi impreparati a questo scenario che si potrebbe definire di  una vera e propria ripartenza.

Questa pandemia ha cambiato per sempre la popolazione di tutto il mondo sotto tanti aspetti, tra questi, ha preso sempre piu piede, un processo di digitalizzazione della popolazione. Tutti, a causa dei vari lockdown e le zone più o meno rosse hanno dovuto affacciarsi o intensificare l’uso del commercio on line, delle tecnologia per video conferenze e tanto altro ancora.

Anche nel turismo le cose sono cambiate, questo 2020 ci lascerà in dote diverse  spunti di riflessione sui quali basare le scelte strategiche per il prossimo anno:

  • Ridimensionamento dei Tour Operators e dei vari grossisti, infatti le strutture che hanno avuto la fortuna di aprire da giugno in poi hanno visto quasi un azzeramento delle prenotazioni ricevute da questi canali.
  • Una propensione maggiore degli ospiti a prenotare dal sito ufficiale delle strutture ricettive, infatti i tassi di conversione ed i volumi di fatturato hanno avuto incrementi notevoli.
  • Altro canale fortemente in crescita in quest’anno e stato quello “diretto” ovvero telefono e/o email. In questo caso è stato d’aiuto l’incremento del turismo di prossimità e del bonus vacanze, e quindi il numero di telefonate  e conseguenti email è aumentato di molto.

Guardando al 2021 la domanda che tutti gli albergatori dovrebbero farsi è la seguente:

La mia struttura é pronta, già dal prossimo anno, ad adeguarsi a questo cambiamento?

Ecco alcune domande da porsi per fare un auto test:

  1. Il mio sito web riesce a raccontare correttamente il tipo di ospitalità che offro? 
  2. Ho un piano di marketing ed ho stanziato un budget?
  3. La distribuzione delle mie camere su tutti canali è coerente ed è sotto il mio controllo?
  4. Decido le tariffe da applicare sulla base dei  dati, interni ed esteri alla mia azienda, che ho registrato nei miei sistemi?
  5. Ho la tecnologia adeguata per gestire bene ed in tempi rapidi le richieste ed i cambi di direzione strategica durante l’anno?
  6. Il mio staff è stato formato adeguatamente per mettere in pratica le strategie che ho deciso di mettere in atto?
  7. Ho il tempo e/o le competenze di occuparmi in prima persona di questo processo di miglioramento?

Se hai risposto ad almeno a 2 domande con “NO” allora l’unico consiglio che posso darti e di farti supportare da un professionista in questo processo.

Lo so stai pensando…

“questo è un periodo nel quale bisogna ridurre i costi, non aumentarli!

 

Rifletti bene farsi affiancare da un professionista non è un costo, ma un investimento, i vantaggi di cui beneficerà la tua azienda saranno superiori al costo ed in ogni caso ti costerà di più fare un “fai da te” non performante o peggio ancora non affrontare il cambiamento ed ignorare le  7 domande da porti.

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